L'arte del Gattou monumentale - Laboratorio del Gusto Slow Food
La maestria della tradizione nelle forme della festa. Un appuntamento Slow Food dedicato ai dolci cerimoniali della Sardegna, autentici patrimoni di memoria e bellezza che, attraverso la sapienza delle nostre maiste dulcheras, si elevano a vere e proprie opere d’arte, uniche e irripetibili. Dolci che custodiscono la storia di una comunità, raccontano il legame profondo con un territorio e accompagnano da generazioni i momenti più importanti della vita collettiva.
Il Gattò monumentale è uno di questi straordinari capolavori: un’espressione raffinata della tradizione dolciaria sarda, dove la mandorla e lo zucchero diventano materia creativa, modellata con pazienza e maestria fino a dare forma a una scenografica architettura del gusto. Un dolce simbolico, capace di racchiudere bellezza, identità e il valore rituale della festa.
Questo imperdibile laboratorio sarà guidato dalla maista dulchera Anna Maria Sarritzu di Quartu Sant’Elena, allieva del rinomato Luigi Sitzia, storico maestro e creatore del Gattò Monumentale, dolce tipico di Quartu Sant’Elena, nella sua elaborazione più complessa, ma diffuso in tutta la Sardegna, realizzato come una scenografica architettura di base tonda o quadrata articolata su uno o più piani.
I partecipanti potranno assistere dal vivo alla preparazione e alla spettacolare decorazione del Gattou monumentale, il dolce simbolo della suggestiva Festa di San Giovanni Battista, Santu Anni, protettore dei pastori che si celebra ogni anno a Quartu S. Elena a fine luglio. Un legame profondo con la tradizione caratterizzato dalla processione dei sette croccanti di mandorle monumentali, forgiati in forme artistiche e intitolati al santo, e delle sette traccheras: fanciulle adolescenti riccamente abbigliate con l’abito tradizionale aventi il compito di scandire con i loro mutetus le diverse fasi della festa, che richiamano le antiche sette vergini della tardizione. Is traccheras prendono il nome da sa tracca, il tradizionale carro, splendidamente addobato, durante la quale il maestoso gattou viene trasportato in trionfo per le vie del paese.
Questa festa è organizzata e gestita dalla Società di San Giovanni. Il sabato pomeriggio, l’obriere, vicario di San Giovanni, preleva, a bordo di un calesse, una ad una le sette traccheras dalle rispettive abitazioni, per condurle alla propria dimora, che all’interno del sistema simbolico dell’apparato rituale, si configura come sa domu ‘e Giuanni, la “casa di Giovanni”, scil. Battista. Qui, ad accogliere ciascuna tracchera, ci sarà s’obbrera: moglie dell’obriere. Tra le due si svolge, al suono dell’organetto, un rituale scambio di mutetus, accompagnati dal trallallera dei convenuti.
Avviene poi uno scambio di doni tra la moglie dell’obriere e la tracchera: una composizione floreale destinata ad adornare la chiesetta campestre dove si svolgeranno le celebrazioni in onore del Santo; un’insegna di stoffa raffigurante il Battista e con scritto dietro il nome della tracchera e infine il dono del gattou monumentale finemente decorato.
In armonia con il carattere religioso della festa, i croccanti di mandorle monumentali raccontano attraverso le loro forme il profondo legame tra arte dolciaria e devozione popolare. Le architetture realizzate richiamano spesso edifici sacri, con cupole, cappelle e tempietti sormontati da croci, ostensori e altri elementi simbolici che evocano la dimensione spirituale della celebrazione.
Numerosi sono anche i richiami alla figura di San Giovanni Battista, patrono della festa: statuine che lo raffigurano adulto o bambino trovano posto all’interno di nicchie e piccole architetture interamente modellate in croccante di mandorle, mentre la presenza dell’agnellino rimanda alla tradizionale iconografia del santo.
Elemento distintivo della tradizione quartese è la candida copertura di glassa bianca di zucchero, che avvolge la superficie del dolce esaltandone la purezza delle forme e la ricchezza decorativa. A caratterizzare questi straordinari manufatti sono inoltre le dimensioni monumentali: vere architetture dolciarie che possono raggiungere quasi un metro di altezza e che, ancora oggi, rappresentano una delle espressioni più spettacolari dell’arte dolciaria cerimoniale della Sardegna.
Una maestria che nel tempo si è evoluta: fino a qualche decennio fa, infatti, le dimensioni dei croccanti erano più contenute, mentre oggi il Gattò monumentale ha assunto una forma sempre più scenografica, diventando simbolo della festa, della comunità e della capacità artigianale delle sue maiste dulcheras.
Un’esperienza da vivere con tutti i sensi, per celebrare, insieme, la cultura della mandorla e l’ospitalità di questa 33^ Sagra di Baressa, dove ogni assaggio racconta una storia e custodisce un’antica promessa di felicità e bellezza.
13 settembre 2026
Ore 15.30
Durata: 1h e 30’ circa
A cura di Slow Food Cagliari e della maista dulchera Anna Maria Sarritzu
LABORATORIO DEL GUSTO SU PRENOTAZIONE
NUMERO MAX PARTECIPANTI: 30
L’ATTIVITÀ COMPRENDE
✔ Preparazione e Modellazione: Dimostrazione pratica delle tecniche tradizionali di lavorazione della mandorla e dello zucchero.
✓ L’Arte della Decorazione: Realizzazione dei dettagli e delle finiture del gattò monumentale a cura della maestra Sarritzu.
✓ Degustazione Guidata: A conclusione del laboratorio, un momento dedicato al palato con l’assaggio del dolce tipico, accompagnato dalle spiegazioni sugli ingredienti genuini, sue note gustative e storiche
RITROVO
Centro Pilota del Mandorlo
Via del loggiato vecchio, snc
09090 Baressa (OR)
CREDITI
A cura di Slow Food Cagliari e della maista dulchera Anna Maria Sarritzu
Da sempre Slow Food promuove un’educazione alimentare fondata sulla consapevolezza, sulla qualità delle materie prime e sul legame con il territorio. In questa speciale occasione esploreremo il profondo rapporto tra la tradizione dolciaria sarda e la mandorla, autentico tesoro della Marmilla e protagonista della storia agricola e culturale di Baressa.
Un’occasione unica per scoprire i segreti della lavorazione della mandorla, riscoprire antichi rituali e degustare un’eccellenza rara dell’artigianato dolciario sardo.




